martedì 21 ottobre 2008

Madornale Errore

Ecco!

Immerso nelle mie frociaggini Emo con il "blog anonimo", vado a iscrivermi su un nuovo forum e rischio di fregarmi la copertura perchè dico -Io Suono in due Gruppi!- deficiente! ora che m'hanno chiesto come si chiamano che faccio?

Pirla che sono, non dovevo chiamarmi ID....ma Big Joe.

Restiamo vaghi...
...Tono diplomatico
...faccia di bronzo

2 commenti:

Honey ha detto...

Il bello del web è che grazie all'anonimato si può tranquillamente evitare di vestirsi ogni mattina del solito sorriso per poi posarlo tornando a casa la sera...
la rete non gode delle pretese della società ed è uno, se non l'unico posto dove si ci può sentire liberi di essere davvero se stessi...

La società moderna pretende maschere ed ipocrisia... se non menti, mostrandoti agli altri quello che vogliono che tu sia, non riesci ad andare avanti... il web è diverso... sulla rete non c'è chi ti giudica...

Quando si passa un periodo difficile succede spesso (ocomunque a me così è capitato) che si vada a ricercare da degli sconosciuti (quali blogger o utenti di forum) delle conferme che non si riesce a trovare in se stessi... per vedere magari se esistono ancora persone che ti accettano per quello che sei davvero indipendentemente da tutto e tutti... è strano... stranissimo... eppure gli esseri umani sono così... la paura di essere giudicati da chi amano li porta ad incatenarsi alla propria ipocrisia...

L'anonimato aiuta ad essere se stessi...
L'anonimato rende liberi...

ps. [parere spassionato] mi piace molto il tuo modo di scrivere e ragiuonare... dando un'occhiata al tuo blog ti posso dire che mi trovo d'accordo con te su molte cose...

ID ha detto...

Eh eh eh Ti ringrazio della risposta (in vero molto esaustiva).
Ma ti dirò...io non sono uno "che porta la maschera" nel mondo reale anzi è come sono nella realtà che non mi garba.

Però è la mia natura e lo accetto, pure altre cose sono nascoste, magari inespresse e so che così resterebbero...

Ecco che una nuova identità diventa uno sfogo nella speranza di vivere anche quella parte di me che non ha il coraggio di emergere.